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Le Storie dell'Orrore con il fotovoltaico: si può trovare un lieto fine?

27 Ottobre 2020
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In questi anni di attività di My Solar Family abbiamo letto e ascoltato tante storie da parte dei nostri iscritti rispetto ai grandi vantaggi ottenuti dall'installazione di un impianto fotovoltaico, ma esistono purtroppo anche quelle che si potrebbero definire come "storie dell'orrore", ovvero quelle esperienze che ci vengono riportate da proprietari di impianto delusi e arrabbiati perchè la loro relazione con il fotovoltaico non è stata felice e serena come si sarebbero aspettati.

In questo articolo, visto che Halloween è alle porte, abbiamo deciso di raccogliere le storie peggiori che sono capitate ai proprietari d'impianto e che sono state raccontate al centro di assistenza, sul forum e sui nostri canali social. Lo facciamo non perchè abbiamo una passione particolare per l'horror, ma perchè, proprio come accade con i migliori film dell'orrore, da esperienze di questo genere si possono trarre importanti insegnamenti e si può arrivare ad una risoluzione finale che sfocia, in un qualche modo, in un lieto fine.

Abbiamo raccolto le storie dei nostri iscritti e le abbiamo trasformate in tre brevi racconti dell'orrore a lieto fine: "L' impresa fantasma", "Un mostro chiamato fotovoltaico" e "La maledizione dell'impianto". Ognuna di queste storie narra di problematiche specifiche e possibili soluzioni finali: le condividiamo con voi nella speranza di accendere delle piccole luci perfino nelle situazioni più oscure.

L'impresa fantasma.

Ovvero quella volta in cui ho acquistato un impianto fotovoltaico e l'azienda è sparita nel nulla, lasciandomi con una grossa spesa sulle spalle e un impianto problematico da gestire.

La storia dell'orrore. C'era una volta un tempo felice per chi aveva intenzione di installare un impianto fotovoltaico, chiamato il Conto Energia. Come in tutti i tempi felici, le cose andavano molto bene: la domanda di mercato per il fotovoltaico era molto alta e un certo numero di aziende, attirate dai guadagni, si erano riversate nel settore, installando parecchi impianti senza avere però le competenze o l'esperienza per farlo. Proprio a causa di una domanda di mercato esagerata, pur di chiudere gli impianti in tempo per ottenere gli incentivi, queste aziende spesso installavano componenti scadenti oppure inverter non dimensionati correttamente. Chiaramente, con i lavori di installazione eseguiti in questo modo, molti impianti dopo un po' di tempo hanno iniziato a dare dei problemi. Con la fine del Conto Energia nel 2013 tante di quelle imprese che si erano "buttate" nel settore, non trovando più le stesse condizioni di mercato, si sono ritrovate a chiudere o a fallire.  E hanno lasciato, così, i proprietari con impianti poco performanti, mal funzionanti, moduli diffettosi,  inverter rotti e via dicendo... Ecco perchè quei proprietari che tanto avevano creduto nel fotovoltaico, da essere quasi dei pionieri del sistema, si sono ritrovati con un impianto sul groppone che non produceva quanto doveva, senza incassare gli incentivi GSE sperati e soprattutto senza un'impresa di fiducia con cui poter affrontare il problema. 

Il lieto fine. Tutti i proprietari di impianto fotovotaico realizzato nel periodo del Conto Energia possiedono, però, qualcosa di molto importante: una convenzione firmata con il GSE. Questa convenzione vale 20 anni e va a finanziare con un ottimo incentivo l'energia che l'impianto produce. Nel frattempo, i prezzi di mercato delle diverse componenti, dell'inverter e dei moduli, sono calati pur a fronte di importanti migliorie tecniche e tecnologiche e oggi chi ha una convezione in Conto Energia può fare un revamping del proprio impianto con operatori validi in grado di consigliare le migliori componenti presenti sul mercato e compatibili con i vecchi impianti. In questo modo, con un piccolo investimento è possibile tutelare la convenzione GSE che si possiede (e che oggi vale oro!), ma anche avere cura del proprio impianto, portandolo a massimizzare gli incentivi GSE.

Un mostro chiamato fotovoltaico.

Ovvero quella volta in cui mi hanno installato un impianto fotovoltaico promettendomi grandi cose e, invece, l'impianto si è rivelato un mostro che non soddisfaceva le mie aspettative.

La storia dell'orrore. Come dicevamo, c'era una volta il Conto Energia, grazie al quale tante persone installavano un impianto fotovoltaico e iniziavano subito a recuperare l'investimento, a spendere meno per le bollette dell'energia e a guadagnare dagli incentivi GSE. Un giorno del 2013 le cose sono cambiate, il Conto Energia si è concluso ed è rimasto il solo Scambio sul Posto. Tante persone continuavano comunque ad installare gli impianti, ma spesso venivano fatte loro delle promesse (alcune volte in malafede) come "Non pagherai mai più le bollette dell'energia" oppure "Il tuo autoconsumo sarà oltre il 70%". In realtà le cose con lo Scambio sul Posto andavano molto diversamente rispetto ai tempi del Conto Energia e così molti proprietari d'impianto si sono ritrovati a fare un investimento con determinate aspettative che poi non sono state soddisfatte. Loro avevano speso per installare l'impianto con la promessa di un guadagno, ma continuavano a pagare le bollette e l'energia prodotta non copriva mai le esigenze di autoconsumo. Colpo di scena: come nei migliori film dell'orrore, il mostro non era l'impianto fotovoltaico, quanto un insieme di bugie raccontate da qualcuno per concludere l'acquisto.

Il lieto fine. La situazione non è semplice come nel caso di chi ha installato l'impianto con il Conto Energia. Purtroppo per chi ha un impianto che beneficia del solo Scambio sul Posto, al momento le condizioni tecniche e normative non favoriscono un'immediata risoluzione, ma ciò non significa che non possano evolversi positivamente. In Italia ci sono progetti pilota che vedono protagonisti i piccoli impianti: potrebbero essere loro un domani ad offrire servizi alla rete elettrica. Un giorno ci saranno dei meccanismi che permetteranno di sfruttare a pieno l'energia del fotovoltaico e con una remunerazione molto maggiore. Non sarà la stessa del Conto Energia, ma vedremo affacciarsi una nuova modalità di partecipazione attiva ai mercati dell'energia. Quando accadrà tutto questo? Ancora non lo sappiamo: è difficile stabilirlo perchè si tratta di una situazione complessa dal punto di vista tecnico e legislativo, ma la direzione intrapresa a livello istituzionale è ormai quella.

La maledizione del fotovoltaico.

Ovvero quella volta in cui ho installato un impianto fotovoltaico per guadagnare e invece ho solo speso dei soldi che ancora non ho recuperato...

La storia dell'orrore. Potrebbe essere il sequel della storia precedente. Chi non ha recuperato l'investimento sul proprio fotovoltaico potrebbe essere finito nelle mani di agenzie commerciali che vendevano impianti fotovoltaici in modo poco trasparente e qualche volta anche in modo fraudolento. Un investimento non recuperato sul fotovoltaico nella maggior parte dei casi è dovuto ad un prezzo eccessivamente alto (a volte anche il doppio del valore di mercato) a cui un impianto è stato venduto. Considerato che, in media, con lo Scambio sul Posto, l'autoconsumo di energia è circa al 30% e che la differenza viene scambiata e che abbiamo il rimborso per l'acquisto dell'energia e le detrazioni, se un impianto è stato venduto al doppio del suo valore di mercato è davvero difficile recuperare l'investimento rapidamente. Se un impianto viene acquistato al suo prezzo di mercato, il vantaggio c'è sempre per il proprietario perchè in 7-8 anni si recupera completamente l'investimento. Se il prezzo raddoppia si rischia di recuperare l'investimento quando l'impianto inizia a diventare obsoleto. 

Il lieto fine si ricollega alla storia precedente, anche se i tempi di recupero si allungano... ma è importante ricordare che l'evoluzione normativa consentirà la nascita di un soggetto aggregatore che potrà raccogliere l'energia dei piccoli proprietari e rivenderla al mercato. Oggi l'unica cosa che un proprietario può fare è prendere un rimborso dal GSE in una modalità totalmente passiva, domani lo stesso proprietario diventerà un soggetto attivo, un fornitore di energia che potrà venderla a chi è in grado di distribuirla. E l'aggregatore che la acquisterà per distribuirla non darà un rimborso fisso come il GSE, ma comprerà l'energia al proprietario di impianto secondo logiche di mercato. E allora potrebbe essere lo stesso aggregatore, ad esempio, ad avere interesse a fornire i proprietari di un sistemo di accumulo: in questo modo si potrebbe conservare l'energia prodotta in eccesso per poi rivenderla quando i mercati sono disposti ad acquistare l'energia ad un prezzo maggiore.

Insomma, da qualunque lato si leggano queste storie dell'orrore, esiste sempre una luce alla fine del tunnel. Il nostro consiglio per tutti i proprietari di impianto è quello di fare gli investimenti giusti di Revamping se si ha una convenzione attiva in Conto Energia con il GSE e di resistere in ottica futura se si ha solo lo Scambio sul Posto.

Anche se le cose non sono andate come ci si aspettava, la conclusione di queste storie è ancora tutta da scrivere e siamo sicuri che non sarà solo un lieto fine, ma addirittura sarà un finale rivoluzionario.  

 

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