Quando un impianto fotovoltaico incentivato con il Conto Energia si ferma, non basta risolvere il problema tecnico con il proprio installatore: a seconda di quanto dura il fermo e di cosa è successo, potrebbe essere necessario informare anche il GSE.
Le cause possono essere le più diverse: un guasto all'inverter, la sostituzione di moduli fotovoltaici, un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria, un danno causato da un evento atmosferico o una sospensione disposta dal Gestore di Rete. In tutti questi casi, ciò che conta per il GSE ciò che conta per il GSE non è tanto la causa in sé, ma quanto dura il fermo e la tipologia di interventi effettuati per la riparazione.
Vediamo quali sono le cose più importanti da sapere.
Un impianto è in fermo quando, per un certo periodo, smette di produrre energia completamente o in parte.
Il fermo può quindi essere totale, se tutto l'impianto è inattivo, oppure parziale, se soltanto una parte non produce e il resto continua a funzionare.
E non è necessariamente sinonimo di guasto. Come abbiamo visto, un impianto può fermarsi per un problema tecnico, ma anche per cause esterne o cause naturali legate ad eventi atmosferici.
Per chi ha il Conto Energia diventano quindi importanti soprattutto tre elementi: quanto dura il fermo, perché si è verificato e che cosa è stato eventualmente modificato sull'impianto per rimetterlo in marcia
Il GSE stabilisce che se l'impianto rimane inattivo per più di 30 giorni, è necessario inviare una segnalazione tramite il portale di Assistenza Clienti. È importante comunicare anche la successiva riattivazione. Puoi approfondire con questa faq.
La comunicazione permette al GSE di tenere conto del periodo di inattività nel calcolo degli acconti degli incentivi sulla base della produzione effettiva dell'impianto.
Per inviare la segnalazione bisogna accedere al portale di Assistenza Clienti, selezionare Conto Energia → Interventi tecnici e inserire nell'oggetto il testo "Fermo Impianto e riattivazione". Nella descrizione vanno indicate: data di sospensione e di riattivazione, causa del fermo, tipo di intervento (significativo o non significativo) e tipologia di fermo (totale o parziale). In caso di fermo parziale va indicata anche la potenza rimasta in esercizio.
Attenzione: la soglia dei 30 giorni è quella generale, ma esistono casistiche con soglie diverse che dipendono dalla potenza dell'impianto e dal tipo di intervento effettuato. Per esempio, per impianti superiori a 3 kW fermi a causa di un intervento non significativo la soglia scende a 15 giorni. È sempre opportuno verificare la propria situazione consultando le FAQ GSE o rivolgendosi direttamente all'Assistenza Clienti GSE.
Potrebbe essere necessario, perché segnalare il fermo e comunicare un intervento sull'impianto sono due cose diverse.
La guida GSE sulla manutenzione e le modifiche degli impianti incentivati distingue gli interventi in significativi e non significativi. I primi possono modificare dati o caratteristiche rilevanti dell'impianto e devono essere comunicati attraverso il SIAD (Sistema Informativo per l'Acquisizione Dati), accessibile dall'Area Clienti.
Tra gli interventi significativi rientrano, per esempio:
La normale sostituzione dell'inverter, invece, è generalmente considerata un intervento non significativo e non richiede comunicazione tramite SIAD. Fa eccezione il caso degli impianti incentivati con il Quinto Conto Energia che beneficiano della specifica maggiorazione tariffaria legata alla componentistica "made in EU": in quel caso la sostituzione dell'inverter è significativa e va comunicata.
Non automaticamente.
Segnalare un fermo non significa ottenere una proroga del Conto Energia per lo stesso numero di giorni. L'estensione del periodo incentivante è prevista soltanto in specifiche circostanze.
Il GSE contempla, per esempio, i casi di fermo totale dovuto a problematiche connesse alla sicurezza della rete elettrica oppure a eventi calamitosi riconosciuti come tali dalle autorità competenti, quando sia possibile dimostrare il collegamento tra l'evento e il periodo in cui l'impianto non ha prodotto.
È inoltre possibile richiedere una proroga in caso di revamping rilevante dei moduli (cioè interventi di sostituzione che interessano almeno il 50% della potenza nominale dell'impianto) che comportano un fermo totale di almeno 30 giorni consecutivi.
Un semplice guasto all'inverter, l'attesa prolungata di un ricambio o i tempi necessari a chiudere una pratica assicurativa, quindi, non danno di per sé diritto al recupero dei giorni di incentivo persi.
Se hai un impianto incentivato in Conto Energia, la prima cosa da fare è naturalmente individuare il problema e cercare di ripristinare la produzione. Se però il fermo si prolunga, è bene non fermarsi all'aspetto tecnico.
Verifica da quanto tempo l'impianto è inattivo, se il fermo è totale o parziale e se deve essere segnalato al GSE. Se durante la riparazione sono stati sostituiti moduli fotovoltaici o modificati altri elementi dell'impianto, controlla anche se l'intervento rientra tra quelli significativi e va quindi comunicato tramite SIAD. Infine, se la causa del fermo rientra tra quelle previste dal GSE, può essere utile verificare l'eventuale possibilità di richiedere un'estensione del periodo incentivante.
È inoltre una buona abitudine conservare tutta la documentazione relativa all'evento: fotografie, dati di produzione, relazioni tecniche, fatture, schede tecniche dei componenti sostituiti ed eventuali attestazioni delle autorità possono essere utili per le successive comunicazioni al GSE.
In sintesi, fermo impianto, intervento tecnico ed estensione degli incentivi sono tre aspetti collegati, ma non sono la stessa cosa: ciascuno segue procedure e tempistiche proprie.
Nei prossimi approfondimenti vedremo nel dettaglio come segnalare un fermo impianto al GSE passo per passo, quando è possibile richiedere l'estensione del periodo incentivante e quali interventi richiedono la comunicazione tramite SIAD.
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